Garroni, Emilio
Intestazione di autorità
- Intestazione
- Garroni, Emilio
- Data
- 1925 - 2005
Date di esistenza
- Luogo di nascita
- Roma
- Data di nascita
- 14/12/1925
- Data di morte
- 05/08/2005
Attività e/o professione
- Qualifica
- professore
Nazionalità
- italiana
Biografia / Storia
Emilio Garroni nasce a Roma il 14 dicembre 1925 da Alessandro ed Adriana Bedoni. Si sposa nel 1953 con Maria Giovanna Platone, con la quale avrà tre figli: Silvia (1954), Giovanni (1956) ed Adriana (1966). Muore, sempre a Roma, il 5 agosto 2005.
In un intervista radiofonica per Rai, conservata in formato audio nell'Archivio Garroni, relativamente alla sua infanzia, dice: "...la mia infanzia è stata normalissima...non credo che ci sia nulla da segnalare di particolarmente importante, se non di privato, ma questo insomma non è interessante, credo, per il pubblico".
Dopo le medie intraprende gli studi “classici” (ginnasio Mamiani, liceo Tasso) e si diploma nel 1943. Inizia così la sua carriera universitaria, iscrivendosi al corso di laurea in Filosofia della Facoltà di lettere e filosofia dell’Università la Sapienza di Roma, in un anno particolare, il 1943. Come dice lui stesso nella predetta intervista radiofonica, tra 1943 e il 1944, l’università era praticamente chiusa. Di quegli anni Garroni ricorda la sensazione di angoscia vissuta:...è stato un momento drammatico, drammatico e angoscioso...la vita sospesa...la vista sospesa con questo ineluttabile che non sai quando venga e se verrà davvero, ma può venire da un momento all’altro...oltre naturalmente la fame, la povertà diffusa e così via...talmente forte che io per anni mi sono ricordato...addirittura mi ricordo che ancora a distanza di 15-20 anni qualche volta scrivendo una data mi sbagliavo e scrivevo 1943...cioè un anno diverso da tutti gli altri, 1943, e qualitativamente diverso da tutti gli anni...
Dei professori che insegnavano presso l’Istituto di filosofia Garroni ricorda come suo maestro il prof. Pantaleo Carabellese, che allora insegnava sia filosofia teoretica che storia della filosofia. Sempre nella stessa intervista: "...Pantaleo Carabellese mi ha insegnato davvero (...) mi ha abituato a smontare effettivamente i testi, a dare al senso profondo dei testi, cioè a cogliere, dico, gli elementi salienti e a organizzarli in gerarchie in modo tale che il testo nel suo complesso, dico, fosse illuminato...".
Durante gli anni degli studi universitari lavora come impiegato giornaliero, presso il Comune di Roma: Servizio elettorale prima e Antichità e belle arti poi.
Nel febbraio 1948 consegue il diploma di laurea in filosofia, con lode, scrivendo una tesi su Nikolai Berdyaev (primo relatore: Guido De Ruggero, ordinario di Storia della filosofia).
Dal 1951 è assistente volontario presso la cattedra di Filosofia teoretica della Facoltà di lettere e filosofia della Sapienza, tenuta da Ugo Spirito e inizia a scrivere saggi e recensioni per la rivista dell'Istituto di Filosofia stesso, «Rassegna di filosofia», nonché per «Il Giornale critico della filosofia italiana». In quegli anni di "assistentato" Garroni contrae amicizie rimastegli per tutta la vita come quella con Francesco Valentini.
Essendo un incarico non retribuito Garroni dovette trovare un lavoro fuori dell’Università. Con le sue parole, sempre nell’intervista citata: "i lavori più diversi per campare".
Comincia allora a collaborare alla Rai in varie forme, in particolare come redattore di rubriche e servizi televisivi nei programmi culturali, specialmente quelli dedicati alle arti figurative: Decimo migliaio e Piazze D'Italia (metà degli anni '50); Le tre arti (seconda metà degli anni '50); Arti e scienze, Avventure di capolavori (fine anni '50 e primi anni '60); in ultimo L'approdo (prima metà degli anni '60). Questa attività, svolta per quindici anni e poi completamente abbandonata, gli permise, scrive Garroni in una lettera ad Adriana Polveroni conservata nel suo archivio, di "familiarizzarsi con la tecnica cinematografica e televisiva", nonché "...capire che cosa possa e debba essere non una banale "divulgazione", ma un ampio discorso su temi in qualche modo specialistici rivolto a un pubblico molto ampio".
In questo periodo avrà modo di stare in stretto contatto con la scena artistica italiana, redigendo anche presentazioni di artisti e cataloghi d’arte. Come lui stesso dice in un'intervista del 21 settembre 2004 di Fiorenzo Ferrari, consultabile sul sito della CIEG:Guardi, io mi sono interessato moltissimo di arte e storia dell’arte, occupandomi fin dagli anni '40 dell’arte antica e moderna, dai greci fino ai nostri giorni, compresa l’avanguardia novecentesca. Negli anni ’60 mi sono avvicinato di più all’arte che si stava facendo allora e ho scritto anche qualche saggio in onore di pittori che mi interessavano.
Nel 1964 ottiene la libera docenza in Estetica con la presentazione del testo La crisi semantica delle arti, nonché di altri saggi e articoli pubblicati fino a quel momento.
Nell'elenco di pubblicazioni presentate per la domanda, conservato nell'archivio di Emilio Garroni, si trovano anche le recensioni che dai primi anni '60 aveva iniziato a scrivere per il supplemento «Libri» del «Paese Sera». Questa attività continuerà per tutti gli anni '60 fino ai primi anni '70. Continuerà poi a scrivere per il «Paese Sera», fino ai primi anni '80.
Dal 1964, quindi, Garroni è professore incaricato dell'insegnamento di Estetica presso la Facoltà di lettere e filosofia della Sapienza; dal 1971 professore aggregato e dal 1973 professore ordinario fino all'anno accademico 1997-1998.
Nell'ambito della sua attività primaria ha pubblicato i seguenti libri: La crisi semantica delle arti, Roma, Officina, 1964; Semiotica ed estetica. L'eterogeneità del linguaggio e il linguaggio cinematografico, Bari, Laterza, 1968; Progetto di semiotica, Bari, Laterza, 1973, Pinocchio uno e bino, Bari, Laterza, 1975; Estetica ed epistemologia. Riflessioni sulla "Critica del Giudizio", Roma, Bulzoni, 1976; Ricognizione della semiotica, Roma, Officina, 1977; Senso e paradosso. L'estetica, filosofia non speciale, Bari, Laterza, 1986; Estetica. Uno sguardo-attraverso, Milano, Garzanti, 1992; Osservazioni sul mentire e altre conferenze, Castrovillari, Teda Edizioni, 1994; L’arte e l’altro dall’arte. Saggi di estetica e di critica, Roma-Bari, Laterza, 2003; Immagine, linguaggio, figura. Osservazioni e ipotesi, Roma-Bari, Laterza, 2005.
Di fondamentale importanza la cura, insieme ad Hansmichael Hohenegger, dell'edizione einaudiana del 1999 della Critica della facoltà di giudizio di Immanuel Kant, un testo che impegnerà Garroni per gran parte della sua carriera di filosofo.
Dai titoli dei suoi libri si evincono i suoi interessi filosofici: dapprima avvicinatosi alla semiotica a causa dell'insoddisfazione che l’estetica idealistica, in particolare crociana, aveva suscitato negli studiosi di arte e nei filosofi della sua generazione, successivamente ritorna alla filosofia e all'estetica, nell’accezione però, non di filosofia dell'arte, bensì, e qui i suoi studi decennali su Kant, di filosofia critica dedita a rintracciare le condizioni della sensatezza della nostra esperienza nel mondo.
Garroni non si occuperà solo di filosofia, ma anche di narrativa. Di seguito l'elenco delle sue opere pubblicate: La macchia gialla, Milano, Lerici, 1962; I tasmaniani, Ancona, Bucciarelli, 1963; Dissonanzen-Quartett. Una storia, Parma, Pratiche, 1990; Racconti morali o Della vicinanza e della lontananza, Roma, Editori Riuniti, 1992; Sulla morte e sull’arte. Racconti morali, Parma, Pratiche, 1994.
Nell'intervista di Fiorenzo Ferrari prima citata, alla domanda "Da sempre Lei ha alternato alle opere filosofiche, opere di narrativa. C'è stata un'influenza tra i due ambiti?", Garroni risponde:...Ora lei mi chiede se c’è un’interrelazione tra i due ambiti. Senza dubbio, non può non esserci, perché sono sempre io che scrivo, quell’io che ha una certa storia, personale e culturale, e che è arrivato a certi risultati, buoni, cattivi o mediocri, questo non importa, in fatto di comprensione. E tuttavia ciò che scrivo nelle opere narrative non serve a spiegare nulla dei miei saggi. Anzi sarebbe una fonte di fraintendimento utilizzare quegli scritti per capire i miei saggi filosofici. Sono semmai gli scritti narrativi che esigerebbero una spiegazione ulteriore da parte dei saggi filosofici. Infatti si pongono in una posizione più arretrata. Sono, per così dire, una fabulazione interna di chi deve arrivare ad una vera comprensione cui non arriverà mai. Sono racconti di personaggi in qualche modo nevrotici e metafisici...
Garroni si è interessato anche di musica e cinema. Si è occupato, inoltre, di psicoanalisi, ma, come scrive Garroni nella sopracitata lettera ad Adriana Polveroni, "solo in quanto era in grado di avvicinarla dal punto di vista delle sue competenze semiotico-filosofiche". Ha pubblicato, infatti, alcuni saggi in collaborazione con lo psicanalista brasiliano Armando Blanco Ferrari.